Lezioni di Dialetto

Vi sembrerà strano che sia io , che toscano DOC non lo sono , a proporvi queste lezioni di dialetto fiorentino e pratese, ma in questo periodo magro di notizie pallanuotistiche si fa anche questo. Lezione dedicata specialmente al Cerba e a chi fa fatica a capire ‘icche dice tutte le volte che apre bocca insieme al montanaro Silvio.

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I’ dialetto Toscano l’è ‘na lingua artificiale crea’a dallo scrittore Fiorentino John Ronald Reuel Tolkien, ispira’a ‘n parte al finlandese e ‘n parte a’ mugugnii del cugino dello stesso Tolkien, John Dantis Tolkien.

Primissima cosa da sapere: ai Fiorentini (quelli veri) insulta pure chi vuoi: se intesa come beffa ciò verrà preso in ischerzo e, ad esempio alla frase: – ‘La tua mamma maiala fa le pompe ai cavalli’ – il VERO FIORENTINO risponderà: – ‘La tua!’ – (ad intendere che le mamme di entrambi fanno le pompe ai cavalli, in ispecial modo quello che ha pronunciato per primo la frase offensiva, per la quale n’i sùdde Italia t’ ucciderebbero).

Mi’a tutti sanno parlà i’ dialetto fiorentino perbene. Figurassi a scri’ilo! Parecchi bischeri pensano che ci si mangia sempre la CI, e ‘nvece un’è mi’a vero sempre. E si mangia solo quando è una CCI sola, e solo se didre’o a davanti c’ha du’ vo’ali (ecco presempio: VO’ALI). Eppoi nessuno s’è mai accorto che a vorte e ci si mangia anche la TTIE, che gl’è anche dimorto ma dimorto più sapori’a (ecco pe’llappunto: SAPORI’A).

Inortre bisogna badare al fatto che n’i dialetto fiorentino spesso si pronuncia un suono simile al ‘TH inglese (lingua fra e’ denti) nelle t nei mezzo alle parole, per esempio: gelatho, pathethio ecc…

Un’artra regola che ll’è fondamentale gl’è i’ verbo che gl’è sempre precedu’o da un’artro soggettino, messo lì pe’ rafforzà un po’inino la ‘osa. Presempio:

Io sono. E’ sono.
Te ttu sei.
E’ gl’è. * La gl’è.
Noi s’è. (i’ ‘siamo’ l’è bandiho ni’ toscano DOC, dio bono)
Voi vvù s’ete. (bello! senti ‘ome sona bene!)
E’ sono. Glienno. [raffinatezza usaha nei quartieri di Firenze dove e si parla la lingua perfetta (vedi sotto) e a Prao, indò siamo (perchè io son di Prao) ancora più sguaiai (prima diccominciare a ragionà n’prathese bisogna vu’ sappia bene iffiorentino, sennò ll’è buriana].

Prima d’i verbo ‘avere’ ci va sempre la parolina ‘CI’. Un si sa bene perché ma lla ci sta parecchio bene, come disse i’ Bondi.

Io c’ho. (= io ho)
Te ttu c’hai. (= tu hai)
Lui c’ha. (= egli ha)
Lei la c’ha. (= lei ha)
Noi ci s’ha. (= noi abbiamo)
Voi vu c’ave’e. (= voi avete)
E’ c’hanno. (= essi hanno)

In terza persona singolare co’ i’ passa’o prossimo s’usa anche parecchio i’ ‘L’E”, tipo:

L’è anda’o. (= egli è andato)
L’è torna’o. (= egli è tornato)

Siccome noi toscani siamo perzoncine ‘orte e dabbene, alla terza persona singolare dell’indicatio noi e si preferisce sostituigni i’ ccongiuntivo:

Loro prendano da bere. (= loro prendono da bere)

MA i fiorentini non usano i’ verbo ‘prendere’, bensì ‘PIGLIARE’, come disse Beppe di’ Bardiccio, ‘ti pigliasse un corpo’.
Frasette utili da segnavvele subito:

– Bellino i’ canino. (= ‘Che bel cane’);
– La ‘o’a’ola ‘on la ‘annuccia ‘orta ‘orta e colora’a. (= ‘La coca-cola con la cannuccia corta corta e colorata’);
– Codesto ragazzo ‘ostì. (= ‘Quel Ragazzo Lì’ ma solo all’incirca, infatti ‘codesto’ indica cosa o persona lontana da chi parla ma vicina alla persona a cui ci si rivolge; diverso da ‘quello’);
– Gni stiantasse i’ core! (= Ma è davvero simpatico) ;
– Tu m’a bell’e rotto la contraccassa de’ coglioni (= Mi stai annoiando) ;
– Manca pòo bocco (= Manca poco che cado);
– I’ tu’ babbo buhaiolo (= Tuo padre è gaio).

I’passa’o remo’o d’i verbo andare (della quale solo i Pratesi e quell’80 e rotti percento di vecchi rincoglioni’i Fiorentini si ri’orda):

Io andiedi
Tu andesti
‘gl’andette
S’andiede (o andette)
V’andaste
‘gl’andettero, ‘gl’andonno (o andiedero)

Il suono -SCHI- è spesso contratto a -STI-, ne derivano maSTIo, STIanta’o, STIoccare, STIaccia’a.

Molte parole vengono continuamente tronca’e: ‘DEL’ diventa ‘D’I” (Gli era di’ Madiai, grullo!). ‘NON’ diventa ”UN’ (‘Un se ne pote’a* più di codesto rintronaho’), ‘AL’ diventa ‘AI” (torno ai’ tocco = sono di ritorno alle 13).

Dal fiorentino sono bandite parole come ‘padre’ (pure ‘papà’ ‘un s’usa miha, e ci fa un po’ schifo) e ‘madre’: s’usa ‘I’ MI’ BABBO’ e ‘LA MI’ MAMMA’. Nel pratese si usa tranquillamente anche ‘ME PA” e ‘ME MA”, ma questo gn’è un antro discorso.

E molto comune poi usare il complemento di vocazione: -O’ bischero -O’ beppe -O’ …

Inortre esistono de’ vo’aboli presenti solo ni’ dialetto fiorentino:

(il verbo) ‘IRE’ che sta per andare e per stiantare, al participio passato fa ‘ITO’ (viene dal latino, eh!)
‘POLE’, il verbo potere, soprattutto indefini’o: ‘UN SE NE POLE PIU”!
‘GARBARE’ sostituisce correntemente ‘PIACERE’: ‘A ME MI GARBA’.
‘DESINARE’ è sinonimo di ‘MANGIARE’, in ispecial modo per pranzare: ‘A’I TTOCCO SI DESINA’ (IL TOCCO = L’UNA, le ore 01.00 o le 13.00)
‘RAMMENTARE’ (ricordare): ‘TI RAMMENTI DI QUELLA TESTA A PERA D’I’ RAMALLI?’
‘BADARE’ (tenere d’occhio, osservare): ‘BADA BENE TE, CHE SE TI SPUTO T’AFFOGHI!’
‘PIGLIARE’ (prendere): ‘TU L’HA’ PIGLIAO N’I BAOGIGI!’ (BAOGIGI = BUO DI ‘ULO, finemente parlando)
Ecc ecc…

Al lettore interessato, che volesse apprendere a fondo la lingua toscana, è consigliabile la lettura del Signore degli Agnelli e de Il Silmarillion, nonché Lo Stiacciasassi. A chi volesse effettuare una proficua vacanza studio per imparare il vero Fiorentino, si sconsiglia il centro città, ormai mondializzato e dove si parla una lingua stardardizzata e elegante modello fìrme (‘film’, in fiorentino) di Leonardo Pieraccioni ma si suggerisce vivamente di optare per i quartieri di Brozzi, Peretola, Quaracchi (Oh chillè i grullo che dice questo??? in questi quartieri si parla solo cinese!!!) o per i comuni di Calenzano, Campi Bisenzio, Signa, Sesto Fiorentino, Scandicci, luoghi dalla gentile e cortese parlata (da ricordare anche la perdita della V, oltre che della T…andao, mangiao, beeo e l’uso smodato di ‘gni, gnene, …’, dimorati da popolazione educata, gentile e cortese).

Oppure definitivamente Prato (PRAO), indò sto io e indò si parla iddialetto più sguaiao dimmondo, e in quel di Vergaio ( dove sta quel buo di Cerba !! ) bona !

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12 commenti

  1. mario io e un’ho letto tutto sto coso perche gli’è troppo lungo!però l’ utima parte e la mi garba parecchio!!!!

  2. marione un’ti dimenti’are garciana(posto di spaccini)!!!comun’qe’ tu ti se’istrui’o bene!!!

  3. Comunque gliè verna’olo non dialetto.

  4. marione mi sono permesso di plagiare questo post perchè è bellissimo!!!
    cmq ti porto una notazione,(a te che probabilmente non la conosci perchè non sei MADRELINGUA)che ti suggerisco di aggiungere al post per farlo ancora più completo:
    nel pratese,proprio quello DOC,anche un altro suono viene alterato,quello del GL in mezzo a una parola,cosicchè da avere risultati di questo tipo..
    “è il meglio” in pratese può diventare “di’è i’ meddio”.questo però solo per alcune parole,quelle che a sentita creano un suono “orecchiabile”…peresempio,non puoi farlo con coglioni (“coddioni” suona male), o maionese (che però in toscano porta in brodo di giuggiole se detta “maglionese”)..
    a parte questo complimenti,vedo che ti sei applicato..(o forse quel caprone del cerba ti ha influenzato abbastanza)eheh

  5. e tu ti sei diomentihatho di scriere S’ERAMO!!(eravamo).

  6. e tu ti sei dimantihatho di scriere S’ERAMO!!!(eravamo)

  7. oh mario se te tu stai sempre in casa a scrivere cazzate sui tu blogghe come si fa a trombatti????a noi da quanto siamo eccitate e la ci gocciola!!!!

  8. Mario ti sei dimenticato il “s’andonne” utilizzato sovente dall’ex presidente Grassi, il quale peraltro ci deliziava anche con il “s’eramo”, forma vernacolata della 1° persona plurale verbo imperfetto del verbo essere.
    e’ ce ne sarebbino di hose da dì’…

  9. ma andate tutti a cagare!

  10. fifififififificcatelo n’culo

  11. no e sè dimenticato mi TELEFONONNO L’ ATTRO GIORNO!!!!!
    ecco una frase in patese doc. o se no:
    IN DO GLI’è E UN LO EGGO!!!!!!!!!ciao a tutti

  12. Mitici!! Uno de’ pohi siti ‘n pratese su i’webbe… e ‘un se ne troa punti!! Comunque la m’è garbaa la tu idea, di scrivere una ‘osina bellina a questo mo’… ma d’indoe vu siee di preciso voi? Io di san giusto, a prao… Ciao.

    ps: Un cowboy si presenta ad un pratese: “Hi! Io… COWBOY.” E il pratese: “Beato te! Io ‘un cao neanke i ‘ssemolino!!”

    Che v’è garbaa??


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